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Le basi teoriche per giudicare un profumo: la piramide olfattiva

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Spesso, quando si parla di profumi, di profumi equivalenti o simili o di prodotti legati al beauty si incorre nell’errore di utilizzare aggettivi e accezioni di stampo negativo, senza nemmeno conoscere le basi teoriche della profumeria. Quanti, ad esempio, nella scelta di un profumo o di una fragranza, hanno conoscenza della piramide olfattiva?

Il primo passo è riconoscere la famiglia olfattiva di una fragranza. Questo semplice ma esemplare passaggio permette di identificare l’essenza più gradita al nostro olfatto e alla nostra pelle, consentendoci di capire quale sia il profumo che più si avvicina al nostro gusto senza doverlo necessariamente annusare o provare. Le famiglie olfattive dei profumi posso essere divise in 7 categorie principali: ogni famiglia prevede tante altre sottocategorie o incroci di accordi.
Ed è questo mix a rendere ogni profumo speciale e unico.

La piramide olfattiva: le famiglie di odori

Prima di spiegare meglio il concetto teorico della piramide olfattiva e su come le varie fragranze posso influire sui nostri profumi, è ora di vedere e conoscere nel dettaglio le principali famiglie di odori.

1. Esperidata, Agrumata o Citrus: sono le composizioni ricche di agrumi come ad esempio il limone o il mandarino, il bergamotto, l’arancia o gli agrumi esotici, come il lime o lo yuzu.
La parte che viene utilizzata per dar vita alle essenze è la scorza del frutto. Le Eau de Cologne sia maschili che femminili, simbolo eterno di leggerezza, sono composte principalmente da questo tipo di famiglia.

2. Floreale o fiorita: questa famiglia è elemento essenziale di più della metà delle fragranze femminili. Composta dalla grande varietà di fiori presenti in natura, oggi vengono associate spesso ai profumi anche molecole sintetiche, per ricreare il profumo di fiori rari o comunque troppo delicati per essere trattati con metodi di estrazione tradizionali.

3. Aromatica: compongono questa famiglia olfattiva tutte le piante aromatiche, che trasmettono alle fragranze freschezza e vivacità. Tra le piante più utilizzate, la lavanda occupa il primo posto. Questa famiglia olfattiva viene principalmente utilizzate negli eau de toilette maschili.

4. Fougère: il nome di origine francese indica la pianta della felce, anche se il suo odore, totalmente dissimile dalla felce, potrebbe trarre in inganno. Di solito si indica in questo insieme la famiglia degli odori al geranio, vetiver, muschio di quercia e cumarina o fava tonka.

5. Cipriata: sapori di bergamotto, rosa, gelsomino, muschio di quercia, patchouli e labdano: questi i tratti distintivi di questa famiglia, ideata per la prima volta da Francois Coty per ricreare l’atmosfera dell’Isola di Cipro.

6. Legnosa: legni secchi come il cedro o legni morbidi come il sandalo conferiscono alle fragranze un carattere caldo. Ultimamente questa famiglia olfattiva si è arricchita anche di legni esotici o prodotti di sintesi.

7. Orientale o ambrata: è la composizione tipica delle fragranze da toni sensuali, caldi, dolci e persistenti. Gli elementi principali sono la vaniglia, le spezie e i muschi.

La piramide olfattiva: i concetti di tempo e di evaporazione

Riconosciuta la famiglia olfattiva della fragranza, ciò che contribuisce a definire un profumo è la percezione e lo sviluppo temporale delle sue essenze o materie prime. Ed è proprio qui che il concetto di piramide olfattiva presenta tutto il suo potenziale. Il grado di evaporazione dei componenti e la loro persistenza influiscono infatti in maniera decisiva sui nostri sensi, portandoci così alla scelta di un profumo.
Seguendo questo concetto, possiamo dividere e distinguere tre piani olfattivi che compongono ogni fragranza, meglio conosciuti come: note di testa, note di cuore e note di fondo. Spieghiamoli brevemente:

✔ Le note di cuore sono più persistenti e conferiscono al profumo il suo carattere distintivo. Compongono la parte centrale del profumo creando la famosa “scia”. Per percepirle è necessario attendere almeno 15 minuti.
✔ Le note di fondo sono quelle che caratterizzano un profumo quando gli altri due piani olfattivi sembrano svanire o attenuarsi. Sono le note che danno alla fragranza sostanza e profondità, determinando in maniera decisiva la fedeltà di un cliente a una fragranza.
Le note di testa sono le prime ad essere percepite: le sensazioni che ci fanno da subito innamorare di un profumo. Ma come ogni infatuazione, sono anche le più volatili (e quindi quelle da controllare di più).

Ai fini della scelta e dei giudizi sulla bontà di un profumo è pertanto necessario attendere almeno 24 ore, necessarie per apprezzarne e conoscerne fino in fondo la vera anima. Che aspetti? Prova uno dei nostri profumi equivalenti, prestando d’ora in poi attenzione ad ogni dettaglio spiegato in questo articolo!